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Influenza 2025, sintomi e vaccino: cosa sapere

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La stagione influenzale 2025 si sta aprendo in un contesto in cui i virus respiratori circolano molto e in cui l’esperienza degli ultimi anni (influenza, covid, RSV) ha cambiato il modo di guardare ai sintomi di febbre e raffreddamento. In Italia la nuova stagione 2025-2026 è già iniziata e i sistemi di sorveglianza indicano una crescita dei casi, pur con un livello di intensità ancora basso.

Influenza 2024-2025: il bilancio e cosa ci insegna

Secondo i dati dell’Istituto superiore di sanità (Iss), nella stagione 2024-2025 in Italia sono stati segnalati 601 casi gravi di influenza confermata ricoverati in terapia intensiva, con 134 decessi. Nella maggior parte dei casi si trattava di persone con patologie croniche o altri fattori di rischio. I virus più spesso associati alle forme gravi sono stati i virus di tipo A, in particolare il sottotipo A(H1N1)pdm09.

La sorveglianza RespiVirNet ha evidenziato un picco dell’epidemia nella prima–quarta settimana del 2025, con un’incidenza elevata ma paragonabile alle stagioni pre-pandemiche. La stagione è stata caratterizzata non solo dall’influenza, ma anche da una forte circolazione di altri virus respiratori (come rhinovirus e adenovirus), che hanno contribuito al numero complessivo di sindromi simil-influenzali.

La nuova stagione 2025-2026: andamento e virus circolanti

Per la stagione 2025-2026 i dati preliminari indicano che l’incidenza delle sindromi simil-influenzali in Italia è in crescita: nella settimana 10–16 novembre 2025 sono stati registrati 7,91 casi per mille assistiti, un valore collocato ancora nella fascia di intensità bassa ma con tendenza all’aumento.

Tra i virus respiratori attualmente rilevati:

i virus influenzali stanno aumentando di settimana in settimana;

il SARS-CoV-2 mostra, nello stesso periodo, un tasso di positività in leggero calo;

il virus respiratorio sinciziale (RSV) mantiene una circolazione relativamente bassa;

restano molto presenti rhinovirus e adenovirus, spesso responsabili di raffreddori e forme parainfluenzali.

Il quadro è quindi quello di una co-circolazione di più virus respiratori, che può rendere meno immediato distinguere influenza, covid e altri agenti sulla base dei soli sintomi.

Influenza 2025: i sintomi più frequenti

L’influenza stagionale continua a presentarsi con il “classico” quadro di:

febbre (spesso superiore a 38°C, con esordio brusco);

brividi, malessere generale;

dolori muscolari e articolari diffusi;

mal di testa;

tosse secca, mal di gola, naso chiuso o che cola;

stanchezza marcata, che può durare diversi giorni anche dopo la scomparsa della febbre.

Nelle persone sane la malattia tende a risolversi spontaneamente, ma negli anziani, nei soggetti con patologie croniche, nelle donne in gravidanza e nei bambini molto piccoli può dare luogo a complicanze, soprattutto respiratorie (polmonite) e, più raramente, a interessamento di altri organi (come cuore e sistema nervoso).

Influenza, covid e altri virus: differenze e sovrapposizioni

Nel 2025 covid e influenza condividono molti sintomi: febbre, tosse, dolori muscolari, disturbi respiratori. Alcune tendenze emerse dalle revisioni più recenti:

l’influenza tende spesso a comparire all’improvviso, con febbre alta nel giro di poche ore;

il covid ha talvolta un esordio più graduale, con sintomi che si accumulano in alcuni giorni;

i dolori muscolari intensi sono leggermente più tipici dell’influenza;

il covid può presentare più spesso disturbi gastrointestinali (nausea, diarrea) rispetto all’influenza classica.

Queste sono però solo indicazioni generali: solo il medico, eventualmente con un tampone o altri test, può orientarsi con maggiore precisione sulla causa dei sintomi.

Influenza 2025: chi rischia di più

I dati sull’ultima stagione confermano che le forme gravi e i decessi da influenza colpiscono soprattutto persone con fattori di rischio, tra cui:

età pari o superiore a 65 anni;

malattie croniche dell’apparato respiratorio, cardiovascolare o metabolico (come diabete);

patologie del sistema immunitario o terapie che lo indeboliscono;

gravidanza;

condizioni di fragilità (per esempio ricovero in strutture residenziali).

Per queste categorie la prevenzione dell’influenza non è solo una questione di “malattia di stagione”, ma un tassello importante per ridurre ricoveri, complicanze e mortalità.

Vaccino antinfluenzale 2025-2026: raccomandazioni ufficiali

La circolare del Ministero della Salute sulla stagione 2025-2026 ribadisce che la vaccinazione antinfluenzale è:

indicata per tutte le persone a partire dai 6 mesi di vita;

raccomandata e offerta attivamente e gratuitamente alle categorie a maggior rischio di complicanze (over 60, malati cronici, donne in gravidanza, operatori sanitari, ospiti di strutture sociosanitarie e altre categorie specificate nella circolare).

La campagna vaccinale è avviata in genere a partire da ottobre (40ª settimana dell’anno) e prosegue per tutta la stagione influenzale; le Regioni possono fissare calendari specifici (ad esempio avvio dal 20 ottobre in alcune realtà), ma in linea generale il vaccino può essere utile anche se somministrato più avanti, finché il virus circola.

L’offerta comprende diversi tipi di vaccini (inattivati, adiuvati, ad alto dosaggio, ecc.), che il medico valuta in base all’età e alle condizioni della persona.

Coperture vaccinali: dove siamo e cosa preoccupa

Le coperture vaccinali della stagione 2024-2025 mostrano luci e ombre:

nella popolazione generale la copertura si è attestata intorno al 19,6%, in lieve aumento rispetto alla stagione precedente;

tra gli over 65 la copertura si ferma al 52,5%, in calo rispetto al picco raggiunto nel 2020 e sostanzialmente stabile rispetto al 2023-2024;

restano marcate differenze regionali, con alcune Regioni vicine o sopra gli obiettivi di copertura e altre più indietro.

Gli esperti sottolineano che, proprio per l’invecchiamento della popolazione e per la co-circolazione di più virus respiratori, sarebbe importante mantenere o aumentare l’adesione alla vaccinazione, soprattutto nelle fasce più fragili.

Influenza e quotidianità: alcune attenzioni generali

Al di là del vaccino, restano valide le misure generali di prevenzione che abbiamo imparato negli ultimi anni:

lavarsi spesso le mani o usare gel a base alcolica;

aerare con regolarità gli ambienti chiusi;

evitare di esporsi inutilmente al contagio se si hanno sintomi;

coprire bocca e naso quando si tossisce o starnutisce;

valutare con il proprio medico l’opportunità di test (per influenza o covid) in presenza di sintomi importanti, soprattutto se si è fragili o si vive con persone a rischio.

In caso di febbre alta, difficoltà respiratorie, peggioramento del quadro clinico o presenza di malattie croniche, è importante contattare il medico curante o i servizi sanitari territoriali, evitando il fai-da-te con farmaci o terapie non prescritte.

L’influenza 2025, insomma, non è solo “l’influenza di sempre”: la stagione si inserisce in un contesto in cui più virus circolano insieme e in cui i dati delle ultime annate ricordano quanto la malattia possa essere impegnativa per le persone più fragili. Tenere d’occhio i sintomi, informarsi da fonti istituzionali e confrontarsi con il proprio medico, soprattutto se si rientra nelle categorie a rischio, resta il modo più solido per affrontare i mesi invernali con maggiore sicurezza.

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