Si apre il sipario sull’edizione 2026 di ARIA – Festival di Teatro, promossa dall’Università degli Studi dell’Aquila. Sette appuntamenti in cartellone, dal 17 marzo al 4 giugno, gratuiti e allestiti in vari spazi della città. L’edizione numero nove riunisce artisti e spettacoli di rilievo nazionale e internazionale. La linea della rassegna pone al centro la qualità della proposta e il rapporto tra ricerca, formazione e scena.
La programmazione integra creazione contemporanea, approfondimento scientifico, momenti di confronto pubblico e residenze artistiche. Il programma si apre il 17 marzo con L’angelo del focolare di Emma Dante, recentemente insignita del Leone d’Oro alla carriera per il Teatro della Biennale di Venezia. La presenza di uno spettacolo di un’artista di tale rilievo, introduce questa edizione con un lavoro che appartiene a una delle esperienze più riconosciute del teatro contemporaneo. Il 23 aprile Sonia Bergamasco presenterà il documentario Duse – The Greatest, dedicato alla figura di Eleonora Duse. La proiezione sarà seguita da un incontro con la regista.
Il 3 maggio ARIA ospita Buchettino di Chiara Guidi, produzione storica della Societas Raffaello Sanzio. Creato negli anni Novanta e presentato in numerosi contesti internazionali, lo spettacolo è pensato per un pubblico di bambini a partire dai 7 anni. Nel tempo è diventato uno dei lavori più riconosciuti della compagnia per la capacità di coinvolgere spettatori di età diverse attraverso un’esperienza teatrale immersiva fondata sull’ascolto e sull’immaginazione. Il 16 maggio sarà la volta di Amleto al Buio di Roberto Latini, una rilettura del classico shakespeariano costruita sulla sottrazione visiva e sulla centralità della voce e dell’ascolto. Il programma comprende anche incontri con artisti e presentazioni di volumi dedicati alla storia del teatro.
La voce dell’Ateneo aquilano, attraverso la Referente di Ateneo per Arti e Cultura Doriana Legge, dichiara che: “ARIA – Festival di Teatro è un progetto culturale costruito nel tempo su una precisa impostazione scientifica. L’idea che lo sostiene è che l’università possa essere un luogo di produzione culturale e non soltanto di trasmissione del sapere.”
Il Rettore dell’Università degli Studi dell’Aquila, Fabio Graziosi, sottolinea che “ARIA, alla nona edizione, si conferma un appuntamento culturale di grande valore per la nostra comunità accademica e per il territorio.” Ha inoltre espresso gratitudine alla prof.ssa Doriana Legge, per il contributo nella trasformazione dell’intuizione in un progetto culturale di successo.
L’iniziativa conferma l’attenzione del festival per le forme partecipate e per l’uso dello spazio urbano come luogo di esperienza culturale condivisa. ARIA si conferma dunque uno spazio di incontro, di dialogo con le istituzioni e con la comunità e di sperimentazione artistica.



