Il deputato pescarese di Fratelli d’Italia, Guerino Testa, ha reso nota la situazione sulla sicurezza idraulica del fiume Pescara, sottolineando i fatti che dimostrano chi ha effettivamente agito e chi no.
Secondo quanto dichiarato da Testa, il progetto delle vasche di laminazione del fiume Pescara ha avuto inizio nel 2007, come parte del Piano Stralcio Difesa Alluvioni, e è stato sviluppato nel 2008 dal commissario delegato. Tuttavia, nonostante un finanziamento statale nel 2015 di 54,8 milioni di euro per la realizzazione delle cinque casse di espansione, l’avanzamento è rimasto minimo tra il 2015 e il 2019.
La svolta si è verificata con l’attuale governo regionale, che nel 2023 ha intervenuto con ulteriori 3,1 milioni di euro, portando l’opera al 95% di avanzamento. Attualmente i tre lotti sono in fase di completamento e saranno collaudati nel secondo semestre del 2026.
Durante la piena del 27 e 28 marzo 2025, una delle casse ha invasato circa 950.000 metri cubi d’acqua, evitando l’esondazione nelle aree golenali di Pescara. Studi tecnici indicano che il sistema garantirà una riduzione delle aree esondate fino al 40% per piene con tempo di ritorno 50 anni, al 31% per piene con tempo di ritorno 100 anni, e al 28% per piene con tempo di ritorno 200 anni.
Testa sottolinea che la Regione sta lavorando anche ad interventi complementari per completare la messa in sicurezza del bacino, come l’invaso sul torrente Nora e la chiusura dei varchi presso l’aeroporto e l’ex Cementificio.
Il deputato conclude ricordando che la sicurezza idraulica non si costruisce con le dichiarazioni, ma con atti, fondi e cantieri, e che i cittadini meritano trasparenza su chi effettivamente ha agito per risolvere la situazione.


