Il monitoraggio dei Livelli Essenziali di Assistenza (LEA) in Abruzzo ha restituito un quadro della sanità regionale con prestazioni complessivamente adeguate, ma la sufficienza formale non può essere considerata un traguardo di eccellenza. È quanto dichiarato dal segretario generale Uil Abruzzo, Michele Lombardo, e dal componente segreteria con delega alla Sanità Fabrizio Truono, in merito all’analisi dei dati del Monitoraggio LEA effettuata dal Servizio stato sociale e Politiche economiche della Uil nazionale.
I dati mostrano che l’Abruzzo si attesta sopra la soglia minima di garanzia in tutte e tre le macroaree assistenziali, con 80 punti per la prevenzione, 74 punti per l’assistenza distrettuale e 75 punti per l’assistenza ospedaliera. Tuttavia, i rappresentanti sindacali mettono in luce che il sistema di valutazione tende ad appiattire le differenze e che la realtà della sanità abruzzese presenta ancora sfide da affrontare.
In particolare, l’assistenza distrettuale e territoriale rimangono l’aspetto più critico, nonostante il punteggio di 74. Secondo la Uil, il percorso di riorganizzazione previsto dal Pnrr potrebbe risultare inefficace senza adeguate risorse umane. La stabilità dei dati ospedalieri e della prevenzione è attribuita principalmente al sacrificio dei lavoratori.
L’analisi mostra che, nonostante la tenuta dei LEA in Abruzzo, vi è la necessità di investire in digitalizzazione, equità e un piano straordinario di assunzioni. I segretari sottolineano l’importanza di un confronto strutturato e permanente tra istituzioni e parti sociali per garantire un reale diritto alla salute per tutti i cittadini abruzzesi.
In conclusione, Michele Lombardo e Fabrizio Truono affermano che “solo investendo con decisione sul capitale umano e accelerando la riforma della sanità territoriale potremo trasformare una sufficienza formale in un diritto reale alla salute, equo e accessibile per tutti i cittadini abruzzesi”.



