La nuova edizione della classifica sulla qualità della vita nelle province italiane per il 2025 incorona Trento come territorio dove si vive meglio. Sul podio seguono Bolzano e Udine, confermando il forte peso del Nord-Est nelle prime posizioni. In generale, l’indagine fotografa un Paese ancora diviso in due: un Nord che mantiene performance elevate e un Mezzogiorno che continua a inseguire, pur con alcuni segnali di miglioramento.
Trento torna in vetta, ultima Reggio Calabria
Trento riconquista il primo posto a livello nazionale grazie a risultati solidi in più ambiti: redditi medi, servizi sul territorio, livelli di occupazione, offerta culturale e vivibilità degli spazi urbani. Subito dietro si collocano Bolzano e Udine, che consolidano la presenza delle province alpine ai vertici della graduatoria.
All’estremo opposto, Reggio Calabria chiude la classifica 2025. Le ultime posizioni sono occupate quasi interamente da province del Sud, a testimonianza di un divario strutturale che riguarda lavoro, servizi, infrastrutture, sicurezza e opportunità per le diverse fasce d’età.
Milano ottava, sale Roma: le grandi città si rimettono in corsa
Tra le grandi aree urbane spicca il risultato di Milano, che nel 2025 si colloca all’ottavo posto e rientra a pieno titolo tra le province con i livelli di qualità della vita più elevati. Il capoluogo lombardo beneficia di un tessuto economico dinamico, di un mercato del lavoro più vivace rispetto alla media nazionale e di un’ampia offerta di servizi e attività culturali. Restano tuttavia le criticità tipiche delle metropoli: costi della vita elevati, in particolare per l’abitazione, e una pressione costante su mobilità e spazi pubblici.
Roma torna a salire dopo anni difficili: la Capitale guadagna posizioni rispetto all’ultima rilevazione e si colloca nella parte centrale della classifica. Il miglioramento è legato soprattutto alla ripresa di alcuni indicatori economici e alla maggiore vivacità di alcuni quartieri in termini di servizi, iniziative culturali e attività per i cittadini, mentre permangono problemi strutturali legati a trasporti, gestione degli spazi urbani e sicurezza percepita.
Per le donne la città ideale è Siena
Accanto alla graduatoria generale, l’indagine prevede focus dedicati a specifiche fasce della popolazione. Tra questi, uno dei più significativi riguarda la qualità della vita per le donne. Nel 2025 è Siena a emergere come contesto più favorevole, grazie a un mix di fattori che comprende livelli occupazionali, accesso ai servizi, sicurezza, sanità e partecipazione alla vita sociale e culturale. Un dato che evidenzia come le città di medie dimensioni possano offrire un equilibrio interessante tra servizi, relazioni sociali e vivibilità complessiva.
Ascoli al top nelle Marche ma in calo in classifica
Nell’analisi territoriale spicca il caso di Ascoli Piceno, che nel 2025 risulta la provincia con la migliore qualità della vita nelle Marche. A livello nazionale però scende al 22° posto, perdendo dodici posizioni rispetto all’anno precedente. Il quadro che emerge è quello di un territorio che difende una buona dotazione di servizi e un discreto livello di benessere, ma che paga qualche rallentamento in alcuni indicatori, in particolare sul fronte turistico e del mercato immobiliare.
Nel complesso, le Marche mantengono un profilo intermedio: Ascoli guida il gruppo regionale, seguita da Macerata, Ancona, Pesaro Urbino e Fermo, con posizioni comunque lontane dai vertici assoluti occupati dai territori alpini.
Nord e Centro in testa, Mezzogiorno ancora indietro
Guardando alla mappa complessiva, la classifica 2025 conferma una netta prevalenza delle province del Nord e di parte del Centro nelle prime posizioni. Le città del Nord-Est e diverse realtà del Nord-Ovest continuano a distinguersi per livelli di reddito, occupazione, dotazione di servizi, infrastrutture e offerta culturale.
Il Mezzogiorno resta in fondo alla graduatoria, pur mostrando qualche segnale positivo. Cagliari, ad esempio, si conferma la provincia con i risultati migliori nel Sud e nelle isole, collocandosi nella parte medio-alta della classifica generale. In molte altre aree meridionali però pesano ancora disoccupazione, fragilità dei servizi, difficoltà nei trasporti e minore disponibilità di strutture dedicate al tempo libero e alla cultura.
Come viene calcolata la qualità della vita
L’indice complessivo si basa su un insieme di 90 indicatori, organizzati in sei grandi aree tematiche: ricchezza e consumi, affari e lavoro, ambiente e servizi, demografia e salute, giustizia e sicurezza, cultura e tempo libero. Per ciascuna provincia vengono raccolti dati statistici aggiornati, che permettono di elaborare sia la classifica generale sia le graduatorie di settore.
L’edizione 2025 offre quindi una fotografia aggiornata del benessere nei diversi territori italiani, mettendo in luce sia i successi delle province che hanno saputo migliorare le proprie performance, sia le criticità ancora aperte nelle aree più fragili del Paese.

