
Dal sito della Regione Abruzzo:L’Aquila, 23 giu. – La giunta regionale, su proposta dell’assessore alla Salute, Nicoletta Verì, ha approvato oggi la delibera che aggiorna le linee guida e le procedure per la protezione dei lavoratori dai rischi di esposizione alle alte temperature – recita la nota online sul portale web ufficiale. Nel documento, che riprende le indicazioni stabilite dalla Conferenza delle Regioni e delle Province autonome già a partire dallo scorso anno, vengono puntualmente indicate le situazioni di rischio potenziale per chi si trova a dover lavorare all’esterno in questo periodo dell’anno – recita il testo pubblicato online. “L’aumento della temperatura – spiega l’assessore – può avere un impatto significativo sui luoghi di lavoro, perché operare in condizioni di calore estremo comporta un aumentato rischio di patologie può accrescere il rischio di infortuni dovuti alla stanchezza e alla mancanza di concentrazione – recita la nota online sul portale web ufficiale. Senza considerare che temperature più elevate possono avere un impatto su alcuni materiali e attrezzature o su sostanze chimiche presenti nell’ambiente di lavoro – aggiunge testualmente l’articolo online. Di qui la necessità di fornire una serie di indicazioni operative sia per i datori di lavoro, sia per i lavoratori stessi”.Il protocollo non è rivolto solo a chi opera in ambiente esterno, ma anche a chi lavora in ambienti chiusi che devono essere adeguatamente climatizzati o isolati per ridurre i rischi per il personale – si legge nella nota ufficiale pubblicata online sul sito web istituzionale. Vengono prese in considerazione le patologie più frequenti che insorgono in queste situazioni, dalla più semplice dermatite da sudore, passando ai crampi da calore, agli squilibri idrominerali, allo stress da calore, al colpo di calore, all’eritema solare, alla foto congiuntivite e alla foto cheratite – si legge nella nota ufficiale pubblicata online sul sito web istituzionale. Il datore di lavoro dovrà porre particolare attenzione durante i periodi in cui è previsto un rischio alto per gli effetti del calore o della radiazione solare – si apprende dalla nota stampa. Per garantire le condizioni di salute e sicurezza del personale, spetterà a lui – con il supporto di personale qualificato – verificare che nella specifica situazione di lavoro sia possibile prevenire le condizioni di stress termico o esposizione solare mettendo in atto specifiche misure di prevenzione e protezione, per esempio con utilizzo di schermi, coperture, lavorazioni al chiuso, gestione degli orari di lavoro – aggiunge testualmente l’articolo online. Sempre il datore di lavoro dovrà assicurare la possibilità di effettuare pause di riposo in luoghi confortevoli, designare un delegato alla sorveglianza del piano di prevenzione dei rischi da calore, informare e formare i lavoratori sugli effetti sulla salute dello stress da caldo, fornire vestiario da lavoro idoneo – aggiunge testualmente l’articolo online. Lo scorso 9 giugno, il presidente della Regione, Marco Marsilio, aveva già firmato l’ordinanza che vieta (fino al prossimo 31 agosto) il lavoro in condizioni di esposizione prolungata al sole, dalle ore 12.30 alle ore 16, sull’intero territorio regionale nelle aree o zone interessate dallo svolgimento di lavoro nel settore agricolo, florovivaistico e nei cantieri edili ed affini – precisa la nota online. Il divieto entra in vigore nei soli giorni in cui la mappa del rischio pubblicata alla pagina web https://www.worklimate – si apprende dalla nota stampa. it/scelta-mappa/sole-attivita-fisica-alta/, riferita a: “lavoratori esposti al sole” con “attività fisica intensa” ore 12, segnali un livello di rischio classificato come “alto”. US 260623
E’ quanto si legge in una nota ufficiale diffusa, nelle ultime ore, dalla Regione Abruzzo e pubblicata online sul sito istituzionale. I dettagli della nota, della quale viene qui riportato l’intero contenuto testuale, sono stati resi pubblici, alle 10, anche mediante il sito internet della Regione Abruzzo, attraverso il quale e’ stata data diffusione alla notizia. Fonte della nota riportata: regione.abruzzo.it

