
Regione Abruzzo, ultimissima pubblicata sul sito ufficiale:“Ho chiesto il trasferimento dal tavolo regionale a quello nazionale della vertenza del call center 3G di Sulmona, in modo da attivare subito il coinvolgimento del Mimit. Andremo a Roma con maggiori responsabilità considerando che i diversi incontri con la nuova azienda non hanno prodotto i risultati sperati – Da parte di Accenture non abbiamo ricevuto alcun piano industriale né c’è stata la volontà di in favore del mantenimento della sede a Sulmona”. A dichiararlo l’assessore alle Attività al termine della riunione che si è tenuta sulla difficile vertenza che interessa 162 dipendenti del call center sulmonese, che rischiano di venire tutti trasferiti dalla sede di Sulmona a Pescara, quale prima conseguenza del cambio di commessa Enel, aggiudicata alla società Accenture a seguito di appalto pubblico – aggiunge testualmente l’articolo online. L’irremovibilità Accenture e Enel, a dispetto della cosiddetta clausola sociale inserita nella gara pubblica, di fatto chiuderebbe ogni possibilità di mediazione – Vertenza che vede il coinvolgimento assieme all’Abruzzo le regioni Veneto e Basilicata – si apprende dal portale web ufficiale. Alla riunione di oggi a Pescara erano presenti anche i rappresentanti di Accenture e Enel, oltre a quelli dei lavoratori, che hanno ribadito come la vertenza di Sulmona rischi di avere pesanti ripercussioni su tutto il comparto a livello nazionale – Il mancato rispetto della clausola sociale vanifica anni e anni di battaglia sindacale e neutralizza gli effetti del contratto nazionale, oltre ad aprire un capitolo oscuro sul futuro dei lavoratori abruzzesi.“Un dialogo tra sordi – ha commentato amareggiata l’assessore Magnacca – nonostante la responsabilità mostrata da lavoratori e sindacati che hanno avuto il merito, finora, di non esasperare i toni di una vertenza difficile – recita la nota online sul portale web ufficiale. Di certo la gestione da parte di Enel delle questioni dei lavoratori che direttamente o indirettamente lavorano per l’azienda stessa non è all’altezza dell’importanza e del prestigio della società a partecipazione pubblica – si apprende dal portale web ufficiale. Peraltro, il committente proprio per il ruolo e la funzione che ricopre, avrebbe dovuto avere il doppio di responsabilità sociale”
E’ quanto viene riportato in un comunicato diramato, poco fa, dalla Regione Abruzzo e pubblicata online sul sito istituzionale. La notizia, qui riportata secondo il testo completo del comunicato diffuso, riportato integralmente, e’ stata divulgata, alle ore 18, anche mediante il canale web istituzionale della Regione Abruzzo, sul quale ha trovato spazio la notizia. Fonte del comunicato: regione.abruzzo.it

