Il progetto eolico “Schiavi 2” nel Comune di Schiavi di Abruzzo è al centro di polemiche e critiche per presunte irregolarità procedurali legate alla presenza di usi civici sulle aree interessate. Una diffida è stata inviata alla Regione Abruzzo da parte di Antonio Di Pasquale, attivista e tecnico, che contesta la legittimità del procedimento autorizzativo.
Il progetto proposto da Edison Rinnovabili S.p.A. per la realizzazione di 27 aerogeneratori è stato messo sotto accusa a causa della presenza di terreni gravati da uso civico, su cui dovrebbero sorgere le pale eoliche. Nonostante ciò, il proponente sembra basare la sua soluzione su una futura “sdemanializzazione”, senza però fornire alcuna prova concreta della fattibilità di tale operazione.
La diffida inviata sottolinea che i vincoli relativi agli usi civici devono essere risolti prima dell’avvio del procedimento autorizzativo, in conformità con il quadro normativo vigente. Antonio Di Pasquale dichiara: “La disponibilità delle aree non esiste, è solo ipotizzata. Il procedimento è radicalmente viziato dalla presenza di queste aree gravate da uso civico”.
La richiesta è chiara: la Regione Abruzzo deve verificare la reale natura e consistenza dei vincoli, accertare l’assenza di procedimenti validi in materia di usi civici e valutare l’incompatibilità tra quanto dichiarato e la normativa attuale. In caso di mancato riscontro, si procederà con un contenzioso amministrativo.
Il progetto eolico “Schiavi 2” potrebbe diventare un precedente importante per la gestione dei beni collettivi e il rispetto delle regole fondamentali. Antonio Di Pasquale conclude: “Non si possono aggirare le regole ipotizzando soluzioni future: la legalità viene prima di tutto”.
La situazione è attualmente in fase di valutazione e si attendono ulteriori sviluppi riguardanti la vicenda.



