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Virus influenzale 2025, perché è arrivato prima (e più forte)

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La stagione del virus influenzale 2025-2026 è partita in anticipo e con numeri già importanti, tanto che Oms Europa, Iss ed esperti italiani parlano apertamente di una stagione “difficile” e da non sottovalutare. Secondo i dati diffusi in queste ore, l’epidemia è iniziata circa un mese prima del solito e il picco di casi è atteso tra fine dicembre e inizio gennaio.

Influenza in anticipo: cosa sta succedendo in Europa e in Italia

Nella Regione europea dell’Oms la stagione influenzale 2025-2026 è stata registrata come anticipata di 3-4 settimanerispetto alla media recente, con una quota di test positivi per influenza arrivata intorno al 17% già a novembre. Per questo l’Oms invita i Paesi a mantenere alta la vigilanza e a rafforzare la vaccinazione soprattutto per anziani, fragili, operatori sanitari e altre categorie a rischio.

In Italia, i dati della sorveglianza RespiVirNet dell’Iss indicano una crescita rapida: nella settimana 10–16 novembre sono stati stimati circa 446 mila nuovi casi di infezioni respiratorie acute, per un totale di oltre 2,1 milioni dall’inizio della stagione. L’incidenza è di circa 7,9 casi per 1.000 assistiti, con i bambini 0–4 anni nettamente più colpiti (oltre 25 casi ogni 1.000).

Parallelamente, la quota di tamponi positivi ai virus influenzali è salita all’11,2% in una sola settimana, una soglia che lo scorso anno era stata raggiunta solo verso metà dicembre. Anche qui il messaggio degli esperti è chiaro: l’influenza è arrivata prima e la curva è in salita.

Quali virus stanno circolando: il ruolo dell’H3N2 e delle nuove varianti

La stagione attuale è caratterizzata da una forte presenza di virus influenzali di tipo A, in particolare il sottotipo A(H3N2). Proprio su questo ceppo, nelle scorse settimane, è scattato un alert dal Regno Unito per la presenza di diverse mutazioni, e i laboratori italiani riferiscono un aumento della quota di H3N2 tra i campioni positivi.

Gli esperti dell’Iss spiegano che:

  • nella comunità si osserva una crescita dei virus A(H3N2);

  • nei ricoveri ospedalieri i test mostrano una distribuzione simile tra A(H3N2) e A(H1N1)pdm09;

  • è stato individuato un nuovo sottoclade emergente di H3N2 (K), con caratteristiche che potrebbero ridurre il riconoscimento da parte dell’immunità maturata negli anni precedenti.

A questo si aggiunge la co-circolazione di altri virus respiratori (SARS-CoV-2, virus respiratorio sinciziale, rhinovirus, adenovirus e altri), che rende più difficile distinguere “a colpo d’occhio” un’influenza vera e propria da altre forme respiratorie.

“Ci aspetta una stagione difficile”: l’allarme di Bassetti e degli infettivologi

Diverse voci della comunità scientifica convergono su un punto: la stagione 2025-2026 non va sottovalutata. L’infettivologo Matteo Bassetti parla apertamente di stagione “difficile”, ricordando che:

  • la circolazione è partita presto e in modo intenso;

  • il virus H3N2 è particolarmente abile nel mutare e nel mettere in difficoltà l’immunità pregressa;

  • sulla base di quanto visto in Paesi dell’altro emisfero, non è escluso che l’influenza possa colpire decine di milioni di persone in Europa, con un numero consistente di casi anche in Italia.

Altri specialisti, come Fabrizio Pregliasco e i rappresentanti della medicina generale, sottolineano come il “freddo vero” di dicembre-gennaio possa ulteriormente favorire la circolazione del virus e spingere verso il picco proprio nel periodo delle festività di fine anno.

Sintomi del virus influenzale 2025: cosa si vede di più

Il quadro clinico dell’influenza stagionale resta in larga parte sovrapponibile a quello degli anni passati, ma i sistemi di sorveglianza segnalano un impatto particolarmente forte sui più piccoli e sui soggetti fragili. I sintomi più frequenti sono:

  • febbre alta, con esordio spesso brusco;

  • brividi, malessere generale, forte senso di spossatezza;

  • dolori muscolari e articolari diffusi;

  • mal di testa;

  • tosse secca, mal di gola, congestione nasale;

  • nei bambini, talvolta, disturbi gastrointestinali associati.

Il problema principale non è solo la malattia in sé, che nella maggior parte delle persone sane si risolve spontaneamente, ma il rischio di complicanze: polmoniti, aggravamento di patologie croniche (cardiache, respiratorie, metaboliche), ricoveri e, nei casi più gravi, esiti fatali soprattutto tra anziani e persone con fragilità importanti.

Perché l’influenza è arrivata prima e più forte

Gli epidemiologi indicano una combinazione di fattori:

  • anticipo stagionale: nella Regione europea la curva è salita circa un mese prima rispetto alle due stagioni precedenti, in parte per le condizioni meteo e in parte per il graduale ritorno a pieno regime di scuola, lavoro in presenza e attività sociali al chiuso;

  • evoluzione del virus: il sottotipo H3N2 e le sue nuove varianti, come il subclade K, mostrano una buona capacità di circolare anche in popolazioni che hanno già incontrato l’influenza negli anni scorsi o che hanno ricevuto vaccini basati su ceppi meno aggiornati;

  • coperture vaccinali non ottimali: Oms Europa e Ecdc hanno da tempo segnalato un calo delle vaccinazioni nei gruppi ad alto rischio, che indebolisce la protezione complessiva della popolazione durante le epidemie stagionali;

  • co-circolazione di altri virus respiratori, che può aumentare il carico complessivo sulle strutture sanitarie anche quando i singoli episodi non sono dovuti all’influenza “classica”.

Vaccino e prevenzione: cosa stanno dicendo Oms ed esperti

Il messaggio delle istituzioni sanitarie è piuttosto lineare: non è troppo tardi per vaccinarsi e la protezione offerta dal vaccino resta il modo più efficace per ridurre il rischio di forme gravi, ricoveri e complicanze. Oms Europa e le principali società scientifiche invitano a immunizzarsi prima del picco di fine anno, con particolare insistenza su:

  • over 60–65;

  • persone con malattie croniche (cardiache, respiratorie, metaboliche, immunitarie);

  • donne in gravidanza;

  • operatori sanitari e sociosanitari;

  • ospiti di strutture residenziali.

Accanto al vaccino, gli esperti ricordano l’utilità di misure semplici ma concrete:

  • lavare spesso le mani o usare soluzioni idroalcoliche;

  • arieggiare i locali, soprattutto in presenza di molte persone;

  • evitare, quando possibile, contatti stretti se si hanno febbre, tosse o raffreddore;

  • utilizzare mascherina in ambienti affollati se si è malati o molto fragili.

Per chi presenta sintomi importanti, ha condizioni di fragilità o peggiora rapidamente, la raccomandazione è sempre quella di confrontarsi con il proprio medico o con i servizi sanitari territoriali, evitando il fai-da-te prolungato con farmaci e rimedi improvvisati.

In conclusione, il virus influenzale 2025-2026 non è solo “il solito malanno di stagione”: è arrivato prima, si sta diffondendo rapidamente e coinvolge un ceppo – l’H3N2 con nuove varianti – che gli esperti tengono sotto stretta osservazione. Senza allarmismi, i dati di Oms, Iss e infettivologi indicano una stagione da seguire con attenzione, in cui informarsi, valutare la vaccinazione e adottare qualche piccola precauzione quotidiana può fare una differenza reale, soprattutto per chi è più vulnerabile.

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