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ADHD negli adulti in Abruzzo: a chi rivolgersi per la diagnosi, da Pescara a L’Aquila

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Il percorso pubblico parte dal medico di famiglia e passa dal Centro di salute mentale. A Pescara e a Chieti ci sono servizi indicati espressamente per gli adulti.

Difficoltà a concentrarsi, scadenze che saltano, oggetti persi, progetti lasciati a metà e la sensazione di dover faticare il doppio degli altri per arrivare allo stesso risultato. Per molti adulti il sospetto di avere un disturbo da deficit di attenzione e iperattività, l’ADHD, arriva tardi: dopo un articolo letto per caso, un periodo difficile al lavoro o la diagnosi di un figlio. A quel punto la domanda pratica è una sola: a chi rivolgersi?

In Abruzzo la risposta passa dal Servizio sanitario regionale, organizzato su quattro aziende sanitarie, e da due servizi che si occupano espressamente di adulti, a Pescara e a Chieti. Ecco come funziona il percorso, passo dopo passo.

Che cos’è l’ADHD negli adulti

L’ADHD è un disturbo del neurosviluppo: compare nell’infanzia e in una parte dei casi continua in età adulta. Con gli anni l’iperattività tende spesso ad attenuarsi, mentre restano più evidenti la disattenzione, la disorganizzazione, l’impulsività e la difficoltà a gestire il tempo. Secondo una revisione internazionale pubblicata nel 2021 sul Journal of Global Health, l’ADHD iniziato nell’infanzia e ancora presente riguarda circa il 2,6 per cento degli adulti.

Per la diagnosi il DSM-5, il manuale diagnostico di riferimento, richiede che diversi sintomi fossero presenti già prima dei 12 anni. Per questo la valutazione di un adulto guarda anche indietro, all’infanzia e agli anni di scuola.

Il primo passo: il medico di famiglia

Nel percorso pubblico il primo interlocutore è il medico di medicina generale. Conviene raccontargli cosa succede, da quanto tempo e in quali ambiti della vita (lavoro, studio, relazioni), e chiedere un’impegnativa per una prima visita psichiatrica al Centro di salute mentale (CSM) della propria zona.

Prima dell’appuntamento può essere utile compilare un questionario di screening come l’ASRS, messo a punto con l’Organizzazione mondiale della sanità. Si trova anche online, gratuito, per esempio su Test ADHD Italia. Un questionario non fa una diagnosi: aiuta a mettere in ordine i sintomi e a portare al medico qualcosa di concreto da cui partire.

Chi vuole conoscere nel dettaglio tutti i passaggi, dall’impegnativa alla relazione finale, trova una spiegazione completa di come si arriva alla diagnosi da adulti, nel pubblico e nel privato.

Il Centro di salute mentale della propria ASL

In Abruzzo i servizi sono organizzati per territorio, attraverso le quattro aziende sanitarie: l’ASL 1 Avezzano-Sulmona-L’Aquila, l’ASL 2 Lanciano-Vasto-Chieti, l’ASL di Pescara e l’ASL di Teramo. Il CSM di riferimento dipende dalla residenza, e i recapiti sono pubblicati sul sito di ciascuna azienda, nelle pagine del Dipartimento di salute mentale.

Alla prima visita lo psichiatra ricostruisce la storia personale, valuta i sintomi attuali e considera altre condizioni che possono somigliare all’ADHD o accompagnarlo, come ansia, depressione o disturbi del sonno. Poi decide come proseguire: un approfondimento nello stesso servizio oppure l’invio a un ambulatorio specialistico.

I servizi per gli adulti, provincia per provincia

Incrociando i siti delle ASL con l’elenco aggiornato ad agosto 2026 dall’associazione AIFA (Associazione italiana famiglie ADHD), il quadro è questo:

  • L’associazione AIFA indica come centro di riferimento per gli adulti il servizio AFIP (Area funzionale interventi precoci) e il Nucleo territoriale autismo adulti (NTA-A) dell’ASL di Pescara, al primo piano del Distretto sanitario Pescara sud, in via Rieti 47, collegati ai Centri di salute mentale della città. Il numero dell’AFIP pubblicato dall’ASL è 085 425 3909; le valutazioni psichiatriche dei CSM si prenotano tramite CUP.
  • Alla Clinica psichiatrica dell’ospedale SS. Annunziata (ASL 2) è attivo l’«Ambulatorio depressione resistente, ADHD, dipendenze e depressione peripartum». Secondo il sito dell’ASL offre visite specialistiche, valutazione psicometrica e trattamenti di secondo livello, con prenotazione tramite appuntamento telefonico al 320 227 6293.
  • L’Aquila e Teramo. Per queste due province l’elenco dell’associazione non indica un ambulatorio dedicato agli adulti. Il punto di partenza resta il CSM della propria ASL, che valuta e, se serve, indirizza verso un servizio specialistico.

L’associazione AIFA ha anche volontari referenti per l’Abruzzo e per le province di Chieti, L’Aquila e Teramo, che danno informazioni a genitori, insegnanti e adulti con ADHD; i contatti sono pubblicati sul sito dell’associazione.

Un riepilogo dei servizi abruzzesi, accanto a quelli delle altre regioni, è raccolto nella mappa dei centri pubblici per l’ADHD negli adulti, regione per regione. I recapiti possono cambiare: prima di chiamare conviene sempre controllarli sul sito dell’ASL.

Cosa portare alla prima visita

Arrivare con le informazioni giuste aiuta lo specialista e fa risparmiare tempo. Tra i documenti più utili:

  • le pagelle e i giudizi delle elementari e delle medie, se si riescono a recuperare: aiutano a ricostruire i sintomi prima dei 12 anni;
  • eventuali relazioni psicologiche o diagnosi precedenti, per esempio di disturbi specifici dell’apprendimento;
  • un elenco di situazioni concrete in cui i sintomi creano problemi oggi, al lavoro, nello studio o in casa;
  • se possibile, il racconto di un genitore o di un familiare sugli anni dell’infanzia;
  • i risultati di un eventuale questionario di screening, da presentare come spunto e non come diagnosi.

Per i minori il percorso è diverso

Per bambini e ragazzi la strada non passa dal CSM ma dai servizi di neuropsichiatria infantile delle ASL, presenti tra l’altro ad Avezzano, all’Aquila e a Pescara. Il percorso descritto sopra riguarda chi ha già compiuto 18 anni.

Tempi, attese e alternative

Una valutazione per l’ADHD negli adulti richiede di solito più incontri, e nel pubblico i tempi di attesa possono essere lunghi. Esistono anche percorsi privati e valutazioni in videochiamata, con costi e tempi diversi: in ogni caso conviene verificare che la valutazione sia fatta da specialisti con esperienza sull’ADHD degli adulti.

Una diagnosi, se arriva, non chiude il discorso: serve a capire quali strategie e quali trattamenti valutare insieme agli specialisti. Il primo passo, per chi ha un dubbio, resta una conversazione con il proprio medico.

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