PESCARA – Un detenuto ha tentato la fuga durante un servizio di piantonamento in ospedale, causando ferite a un agente della Polizia Penitenziaria. Il Sindacato Autonomo Polizia Penitenziaria (SAPPE) ha denunciato l’episodio come l’ennesimo esempio di violenza a cui gli appartenenti alla Polizia Penitenziaria sono esposti quotidianamente.
Il detenuto, ricoverato nel reparto di Chirurgia Vascolare dell’Ospedale Civile di Pescara, ha provato a fuggire dalla stanza di degenza, spingendo violentemente un’infermiera e mettendo a rischio l’incolumità del personale sanitario e dei presenti. Grazie all’intervento tempestivo di due agenti della Polizia Penitenziaria, il detenuto è stato bloccato e la situazione riportata sotto controllo, anche se una poliziotta ha riportato un trauma contusivo al polso destro con una prognosi di dieci giorni.
Il Segretario Provinciale SAPPE di Pescara, Giovanni Scarciolla, ha espresso vicinanza e auguri di pronta guarigione alla collega ferita, sottolineando la delicatezza del servizio svolto dagli agenti di Polizia Penitenziaria anche negli ospedali. Il Segretario Nazionale SAPPE per l’Abruzzo, Giuseppe Ninu, ha evidenziato come i servizi di piantonamento ospedaliero siano tra le attività più rischiose per la Polizia Penitenziaria, sottolineando la necessità di rinforzi e protocolli operativi più efficaci.
Il Segretario Generale del SAPPE, Donato Capece, ha plaudito alla professionalità degli agenti nel gestire la situazione critica, ma ha anche evidenziato la grave carenza di organico che mette a rischio la sicurezza degli operatori e dei cittadini. Capece ha chiesto interventi immediati dal Ministero della Giustizia e dal Dipartimento dell’Amministrazione Penitenziaria, sottolineando la necessità di assunzioni straordinarie e maggiori misure di sicurezza per i servizi di piantonamento ospedaliero.
Infine, il SAPPE ha espresso solidarietà alla poliziotta ferita e all’infermiera coinvolta nell’episodio, ringraziando tutto il personale di Polizia Penitenziaria per aver impedito conseguenze più gravi. La richiesta di Capece è chiara: la sicurezza non può più essere affidata solo al sacrificio del personale, ma sono necessari interventi concreti per garantire la tutela di tutti coloro coinvolti in situazioni di elevato rischio.


