domenica, Aprile 14, 2024
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Nuovo blitz contro pescatori di frodo: Capitaneria di porto e Carabinieri di Ortona sanzionano due recidivi

I militari della Capitaneria di porto e i Carabinieri di Ortona hanno portato a termine una nuova operazione di contrasto ai pescatori di frodo che sovente si immergono sui fondali della costa teatina.

A destare l’attenzione, questa notte, sono stati alcuni movimenti anomali notati nella zona del lido Riccio di Ortona, ove, in esito ad un controllo operato da una pattuglia dei Carabinieri nei confronti di alcuni soggetti trovati in possesso di attrezzature da sub, veniva allertava la Guardia Costiera che, inviata sul posto la squadra di polizia marittima, iniziava le consuete attività di ricerca delle zone di pesca.

Le verifiche richiedevano, anche questa volta, un lungo e capillare pattugliamento di un ampio tratto di litorale al fine di individuare e cogliere in flagranza i pescatori abusivi, i quali,  nel frattempo si erano spinti a nord, sul litorale di Francavilla al Mare, ove, grazie al sinergico scambio informativo, i marinai della Capitaneria di porto ed i militari dell’Arma riuscivano a sanzionare gli abusivi e porre sotto sequestro le attrezzature da pesca ed il prodotto ittico illecitamente catturato, consistente in circa 50 kg di polpi.

Una prassi che, purtroppo, si ripete, sovente con accertamenti a carico di soggetti già sanzionati o comunque noti alle forze di polizia. Solo una settimana fa, infatti, i militari della Capitaneria di porto di Ortona, durante un ordinario pattugliamento dell’ambito portuale, coglievano in flagrante 2 subacquei che abusivamente si erano immersi sul molo sud del sorgitore ortonese; anche in quel caso era scattata la prevista sanzione pecuniaria di 1.000 euro ed il contestuale sequestro del pescato e dell’attrezzatura.

L’attenzione degli organi di controllo resta quindi alta per arginare un fenomeno che, nonostante il peggioramento delle condizioni meteo marine, non conosce sosta neanche durante i mesi autunnali, a testimonianza dell’interesse economico   generato dal mercato sommerso dei prodotti ittici frutto di tale pesca, non tracciati e, quindi, anche potenzialmente rischiosi per i consumatori.

In tutte e due le occasioni il prodotto ittico sequestrato, allo stato vitale, è stato rigettato in mare con l’ausilio della motovedetta della Capitaneria di porto.

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